Concordato Preventivo - evitare il fallimento

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II Decreto Legge emanato il 22 giugno scorso denominato "Decreto Sviluppo" contiene importanti modifiche alle procedure concorsuali quali il "concordato preventivo" (Art. 161 L.F.),  il "Piano attestato di risanamento" (Art. 67 della Legge Fallimentare), e gli "accordi di ristrutturazione dei debiti" (Art 182/bis L.F.).

In questi primi mesi di attuazione alcuni hanno sollevato il dubbio che il troppo potere al debitore
abbia stimolato un uso disinvolto dello strumento, spingendo alcuni Imprenditori a ricorrere al Concordato magari enfatizzando strumentalmente il proprio stato di crisi, con il solo obiettivo di sospendere i pagamenti dovuti ai creditori e cercare di ridurre il livello di indebitamento.

Le prime rilevazioni in effetti  indicherebbero un sensibile aumento del numero di ricorsi al Concordato Preventivo, numero in questi mesi almeno 3 volte superiore alla norma
.

Noi pensiamo invece che questo sia un bene.


In Italia abbiamo bisogno di dare un esito positivo a migliaia di situazioni aziendali ormai insostenibili, destinate a concludersi, inevitabilmente, in un fallimento.

Il fatturato diminuito a causa della difficile crisi non riesce più a sostenere una massa di debiti accesi nei momenti in cui l’azienda li poteva sostenere. Cosa devono aspettare i nostri Imprenditori? Che le banche chiedano "rientri forzati" e li costringano a portare i libri in Tribunale? Sta già succedendo! Purtroppo infatti troppi Imprenditori, spesso mal consigliati, non hanno ancora capito la portata del Nuovo Concordato Preventivo.

Quindi concentriamoci sugli aspetti positivi del Nuovo Concordato e non continuiamo a guardare, sospettosi come al solito, ai pochi casi di "uso improprio".


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